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Strumenti del mestiere: Penne e Inchiostri

Posted by on Apr 16 2005, in Tips & Tricks

Le penne e gli inchiostri sono strumenti molto versatili poiché consentono una grande varietà di forme espressive oltre ad essere a buon mercato. Questa tecnica è usata nelle illustrazioni e soprattutto nel campo della moda, grazie alla possibilità di creare sia rapidi schizzi che opere ben rifinite con l’inchiostro.

Le Penne :

La penna e l’inchiostro in generale richiedono una capacità progettuale e un’estrema precisione nell’esecuzione dell’opera, in quanto non permettono di cancellare gli errori, i quali lascerebbero evidenti tracce. N’è una prova il fatto che l’impiego della penna è rimasto confinato fino a poco tempo fa alla realizzazione d’immagini tratteggiate. Sotto la voce “penne tradizionali” esistono due categorie di penne da disegno: la penna da intingere e quella stilografica. Tutte e due hanno il pennino che si può cambiare e tracciano linee di diversa larghezza.

Penne a cannuccia (da intingere a da ritocco) :

punte pennini

Esempi di pennini

Composte da un cilindro cavo di plastica e da una punta di feltro rimovibile, le penne a cannuccia sono economiche e possono essere impiegate con una grande varietà di pennini, ma chiedete specificatamente in cartoleria quelli da disegno perché più flessibili di quelli da scrittura. I pennini possono tracciare linee di diverso spessore a seconda della pressione e della forma della punta che può essere fine o a punta tronca (la quale offre un tracciato più spesso). Esistono anche le penne da ritocco che altro non sono che dei piccoli pennini da intingere capaci di dare dei tratti sottilissimi, come suggerisce il nome. Le penne a cannuccia possiedono un fascino tutto loro assieme al “calamaio”, cioè la boccetta contenete l’inchiostro, ma devono spesso essere intinte nel liquido in quanto non sono dotate di un serbatoio come la stilografica. Dalla loro le penne a cannuccia hanno il vantaggio di non incepparsi e di poter essere impiegate con ogni tipo d’inchiostro (a patto che puliate la punta ogni volta). L’inconveniente maggiore rimane senz’altro il tempo d’asciugatura della china che dovrete sempre rispettare prima di procedere con una seconda stesura. Soprattutto state attenti in questa fase a non passare con la mano sull’inchiostro appena steso! Mi raccomando!

Ci vuole molta pratica per poter usare al meglio il pennino e per prendere dimestichezza con gli intervalli tra un’immersione e l’altra. Fate attenzione quando la penna si “scarica” perché tende a far schizzare gocce d’inchiostro sul foglio, specialmente se la punta non è perfettamente dritta (se non bene mantenuta rischia di piegarsi). Con la pratica intuirete quando il pennino sta per esaurire la china per prevenire questo inconveniente. Vi verrà poi naturale riprendere il tracciato senza lasciare sbavature e a mascherare le “giunzioni”.

 Penne stilografiche :

Schizzo con una penna stilografica.

Le penne stilografiche, come avevo accennato poc’anzi, sono dotate al loro interno di un serbatoio intercambiabile contente l’inchiostro idrosolubile (quello non indelebile  finirebbe con l’ostruire la penna).
La gamma dei pennini a disposizione è più limitata rispetto a quella delle cannucce per cui traccia delle linee più spesse (che cambiano a seconda della pressione esercitata) ma la stilografica ha la peculiarità di consentire un flusso continuo d’inchiostro con la possibilità di lavorare senza interruzioni. Inoltre è più versatile poiché è più sensibile alla pressione della mano. Come per i pennini è necessario aspettare che il tracciato d’inchiostro si asciughi prima di proseguire il disegno in modo tale da evitare le macchie irreversibili.

Per una buona manutenzione vi consiglio di pulire sempre con dell’acqua lapunta della penna, evitando così di ritrovarla coperta da uno strato secco d’inchiostro. In commercio potrete trovare penne stilografiche in diversi colori brillanti o classici (come il color seppia). Prima di cimentarvi col vostro primo disegno con queste due categorie di penne consiglio di esercitarvi su di un foglio di brutta, in modo tale da impratichire la mano a evitare gli “uncini” di inizio tracciato e le “giunzioni” con cui ogni principiante deve fare i conti.

Tratto-pen :

Tratto-pen nero impiegato con la tecnica del puntinato.

Più che di una penna stilografica, entrando in cartoleriavi verrà probabilmente più spontaneo chiedere di una tratto-pen, conosciuta anche come penna rotring, (chiamata così per via della prima ditta che la produsse del XIX secolo). Il suo pennino consiste in un tubicino sottile fisso (ma ne esistono di diverso diametro, da 0,5 mm a 0,01 mm) capace di tracciare delle linee di spessore perfettamente costante in qualsiasi direzione lo si usi, compreso di punta. In passato il tratto-pen veniva usato solo per i disegni tecnici ma di recente viene molto impiegato anche dagli illustratori.

Per precauzione vi consiglio di ricoprire la punta con l’apposito tappino ogni qual volta non la usiate per evitare che l’inchiostro si secchi prima del tempo, anche se è molto difficile che accada ma non si sa mai. Questa penna è ottima per fare gli schizzi anche all’aperto perché molto scorrevole, dura a lungo e ne esistono anche di waterproof. Si può usare su qualunque tipo di carta anche se i risultati migliori si ottengono su fogli lisci. In cartoleria ne potrete trovare di diversi colori soprattutto primari, come il blu il rosso e il verde. Il tratto-pen è indubbiamente uno degli strumenti più confortevoli per lavorare con l’inchiostro perché regala scioltezza al movimento della mano permettendo all’artista di concentrarsi sul lavoro senza essere distratto dai problemi tipici dell’inchiostro (macchie, tempi di asciugatura da rispettare ecc).

Penne a sfera (biro):

Esempio di disegno realizzato con la biro

Disegno realizzato con due biro.

In anni recenti è stata rivalutata come strumento da disegno anche la comunissima penna a sfera. Oggi ne esistono di ottime qualità che non lasciano, o almeno in minore quantità, sbavature appiccicose.
La biro è ottima per fare schizzi e per realizzare disegni a tecnica mista anche grazie alla diverse tonalità disponibili. E’ piacevolmente scorrevole e la si può usare su qualunque tipo di carta anche se i fogli lisci rimangono il supporto migliore. Con questo strumento si possono raggiungere effetti chiaroscurali davvero pregiati quanto insospettabili.

La biro è piuttosto versatile, non quanto il tratto-pen,  ma grazie al suo tratto dolce permette di saltare le scomode fasi di stesura-asciugatura dell’inchiostro, anche se alcune penne a sfera lasciano un tracciato leggermente appiccicoso. Vi consiglio di cercare una penna che vi permetta di calibrare l’intensità dell’inchiostro in proporzione alla pressione sul foglio. Ad esempio, con una comunissima penna sono riuscita a creare un chiaroscuro grazie all’effetto “penna scarica” calcando leggerissimamente la mano sulla la punta della biro.

Qui di seguito potete vedere dei suggestivi esempi trovati in rete. Cliccandoci sopra le immagini s’ingrandiranno. (P.S. not my art)

Pennelli :

Stesura in dettaglio della china

Stesura in dettaglio della china

Un altro metodo per stendere l”inchiostro, specialmente su vaste aree del disegno, è il pennello. Usate quelli morbidi e flessibili, possibilmente di martora se ci tenete ad un risultato professionale ma sono piuttosto costosi. Sia che siano sintetiche o in fibre naturali, le punte dei pennelli devono essere sempre in buono stato così da poter stendere segni puliti e vivaci. A questo scopo è necessario far asciugare i pennelli una volta puliti con acqua e sapone di Marsiglia con la punta verso l’alto evitando così che marciscano. Rifate sempre la punta con le dita. Per le grandi campiture è consigliabile l’uso dei pennelli a punta piatta per facilitare il compito mentre per i dettagli e i ripassi è meglio impiegare i pennelli a punta conica e sezione tonda (più facili da controllare e con essi gli errori si notano meno). Ovviamente le loro dimensioni sono legate a doppio filo con le caratteristiche del disegno che state realizzando, tenendo sempre presente che solo con l’esercizio potrete allenare la mano a modulare il tratto corposo e/o sottile tipico del pennello. Inutile dire che maggiore la pressione, più spesso sarà il tracciato.

provePer cominciare usate dei pennelli tondi a di media grandezza per prendere dimestichezza e fate delle prove su di un foglio di brutta con delle linee semplici, ricordandovi sempre di scaricare il pennello sul bordo del calamaio altrimenti troppo carico d’inchiostro. Per rendere il chiaro scuro basterà allungare l’inchiostro con dell’acqua, quasi fosse un acquerello. Se sarà vostra intenzione colorare grandi porzioni di foglio vi consiglio di usare una carta ruvida o comunque spessa per meglio assorbire l’inchiostro senza provocare imbarcamenti.

Penna con punta a pennello

Penna con punta a pennello

Di recente invenzione è la penna con punta a pennello, un connubio tra la scioltezza della penna stilografica e la praticità del pennello. In pratica le setole del pennello sono costantemente imbevute dell’inchiostro proveniente dal serbatoio contenuto all’interno della penna, sorpassando completamente il passaggio di ricarica nel calamaio. Per questa sua peculiarità la punta è protetta da l’apposito tappo.

 

Inchiostri da disegno :inchiostri

Le principali caratteristiche degli inchiostri sono la brillantezza, la rapidità di essiccazione e alcuni di questi sono resistenti all’acqua una volta asciutti. Stendibili a pennello, con il pennino o con l’aerografo, gli inchiostro possono essere trovati in varie tinte e colori in commercio e mostrano una resa simile a quella dei colori ad acquerello diluiti. Grazie alla loro idrosolubilità è possibile allungarli con acqua pulita per ottenere tutte le diverse intensità di colore, dalle più scure alle più chiare (esistono anche degli inchiostri già trasparenti). Gli inchiostri indelebili diventano resistenti all’acqua una volta asciutti acquisendo un aspetto lucido e a quel punto è possibile dipingerci nuovamente sopra.

L’inchiostro di china o d’India è il migliore per ottenere un nero intenso e una volta asciugata diventa impermeabile e non scompare con la sovrapposizione di un altro colore. Una peculiarità degli inchiostri idrosolubili è che si possono mescolare tra loro anche una volta asciutti, arricchendo l’arcobaleno di tinte disponibili. Quasi tutte le boccette sono munite di una cannuccia, o di un contagocce, per evitare lo spreco d’inchiostro prelevandolo fino all’ultima goccia. Ricordatevi ogni tanto di agitare i flaconi perché i pigmenti degli inchiostri tendono a depositarsi sul fondo.

Come usarli :

La pittura con pennini, stilografiche ecc. è costituita da una serie innumerevole di segni sottili e omogenei in quanto non possono creare sfumature omogenee come le matite o le crete, ma è comunque possibile ottenere degli effetti di grande freschezza e vivacità.

Provate con questi esempi per impratichirvi con le ombreggiature.

Ecco alcune tecniche con cui è possibile creare i mezzi toni e le ombreggiature con le penne:

  1. A tratteggio in diagonale tracciato parallelamente con la stessa angolazione, dove il maggiore o il minor spazio tra una linea e l’altra renderà l’effetto tridimensionale.
  2. A tratteggio incrociato realizzato non necessariamente solo in maniera ortogonale a 90°, permette di dare più intensità alle ombre con delle piccole linee incrociate.
  3. A schizzo dal tratto libero, fresco, si sfruttano le curve a mano libera senza preoccuparsi dei dettagli perché importa solo rendere l’essenza della forma e della profondità.
  4. Linee ortogonali dove si cerca di evitare l’incrocio tra le linee (che siano verticali o orizzontali), rendendo le luci e le ombre come nel punto 1.
  5. Puntinato, una delle prime tecniche utili per imparare il chiaroscuro. Il sapore leggero e spumoso del risultato finale rende meno pesante la lentezza dell’esecuzione. Come per le linee a tratteggio, la vicinanza tra i punti è fondamentale per far emergere il disegno dal foglio.

 

gatto

Disegno realizzato col tratto-pen e l’inchiostro color seppia.

Quando si sbaglia gli inchiostri non perdonano, per questo sarà necessario un disegno preparatorio ben curato anche per il chiaroscuro con una matita per poi ripassarlo con la penna. Una volta che avrete preso la mano troverete più facile lavorare anche senza la traccia a matita. Comunque in caso di errore non disperate! Potrete tracciare le linee giuste su quelle sbagliate in tutta tranquillità e vedrete che a lavoro finito quasi non le noterete più. Per ottenere le ombre dall’aspetto uniforme l’ideale sono le passate con l’inchiostro diluito. Per allenarvi potreste prima tracciare le linee, e le ombre se lo desiderate, del disegno con la china (se usate un inchiostro non indelebile il tracciato scomparirà) e assicuratevi che la china sia completamente asciutta. Dopo di che ripassate le ombre con l’inchiostro colorato diluito costruendo gradualmente il tono desiderato con passate successive. Il risultato finale vi sorprenderà.

 

Le ombre sono state rese con il tratteggio incrociato ripassato con più strati d’inchiostro. I punti luce sono dati dalla tempera bianca.

Quando usarli :

Sono l’ideale per eseguire un disegni dal carattere incisivo e marcato. Indubbiamente le penne e gli inchiostri si prestano maggiormente per le illustrazioni di carattere grafico grazie ai segni netti che regalano a chi li usa, ma niente vieta di impiegarli nelle tecniche miste, per esempio, per definire le linee di contorno del disegno. Il tratto-pen è l’ideale per cogliere in maniera veloce ed efficace i dettagli quando siete all’aperto con in mano il quaderno degli schizzi.

Che supporto usare :

Per disegnare a inchiostro è meglio usare una carta da disegno ad alta grammatura, almeno di 220g, con poco potere assorbente per poter mantenere le linee nette e precise. Se acquerellate l’inchiostro è meglio tendere il foglio su una tavoletta con dello scotch di carta, così da evitare le “onde” in fase di asciugatura. Per maggiori dettagli sulla carta da disegno rimando al mio articolo Le matite nella sezione “Che supporto usare”.

 

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