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Strumenti del mestiere: Le Matite

Posted by on Giu 25 2005, in Tips & Tricks

come usare le matite

La matita è una delle tecniche esecutive più congeniali per chi si avvicina per la prima volta al mondo del disegno grazie alla sua relativa semplicità e comodità d’impiego. Sporcano meno rispetto agli altri strumenti da disegno, sono facili da reperire, economiche e soprattutto poco ingombranti.

Le Matite :

tracciati matiteAlleate preziosissime per disegnare, le matite (composte da grafite, cioè principalmente da carbonio unita all’argilla per modificarne la durezza) non sono tutte uguali come potrebbero apparire a prima vista. Ma non spaventatevi, ci vuole di più a spiegarlo che a capirlo, fidatevi. Esistono delle categorie specifiche sul mercato contrassegnate da lettere e numeri che ne indicano le peculiarità per soddisfare le più svariate esigenze.

porta mina

Mina e Portamina

Generalmente le matite marchiate con la lettera H (H-2H-3H ecc. fino alla 9H) che sta per “Hard”, hanno una mina dura che si “consuma” lentamente lasciando un tracciato leggero dal colore grigio chiaro. Avendo delle mine poco porose difficilmente queste matite sporcano il foglio ma tendono a lasciare un solco sulla superficie se si calca troppo la mano (perciò attenzione!). Le grafiti della famiglia H sono l’ideale per realizzare disegni grafici, schizzi o i contorni preparatori del disegno grazie al loro leggerissimo tracciato facile da cancellare. Da tenere presente che più è alto il numero che affianca la lettera H più sarà dura la mina. Le matite segnate con la lettera B (B-2B-3B ecc. fino alla 9B), abbreviazione di “Black”, sono dotate di una mina più morbida rispetto alle H e lascia un tracciato dal colore più scuro. Le B hanno l’inconveniente di “sporcare” il foglio proprio per via della loro porosità che può lasciare dei residui di grafite indesiderati; per cui attenzione a non passare troppe volte sopra al disegno con la mano! Le B sono perfette per la tecnica chiaroscuro sia perché raggiungono più facilmente la tonalità di scuro desiderata, sia perché si prestano ad essere sfumate (con un fazzoletto di carta o con l’apposito strumento chiamato sfumino, per la cui descrizione rimando all’articolo Le gomme), ottenendo così dei risultati davvero belli e delicati. Come nel caso delle H, più è alto il numero più la mina sarà morbida e scura oltre ad essere più difficile da cancellare.  Le matite che più comunemente si trovano negli astucci di scuola sono quelle contrassegnate come HB, le quali sono un compromesso tra la resistenza all’usura delle H e la scorrevolezza delle B, utili per ridefinire i contorni dei disegni preparatori a mio avviso. Una parente stretta della HB è la matita F che sta per Fine Point, letteralmente “punto giusto”. Si possono trovare in commercio anche le singole mine di vario diametro (dai 0.3 mm ai 2 mm) cha vanno inserite nelle apposite portamine. Esse hanno l’aspetto di una penna ma con la mina al posto dell’inchiostro, molto utili a mio parere ma per rifare la punta dovrete far ricorso alla cartavetrata o ai temperini specifici.

Come usarle :

disegnoQuelli che vi ho appena elencato sono le conoscenze base delle matite. Ecco qui di seguito un esempio di come meglio impiegare tali strumenti, o per lo meno come li usa la sottoscritta ^^. E’ bene ricordarsi di usare matite diverse per ottenere le migliori prestazioni da ognuna di esse, partendo sempre dalle più leggere per poi proseguire con le successive più coprenti.

 

  1. Si parte da uno disegno preparatorio ben delineato e preciso, composto solitamente dalle linee di contorno realizzato con una matita leggera (nel mio caso la 4H)
  2. Il prossimo passo è quello di disegnare all’interno dei bordi tutti i dettagli del soggetto (le parti anatomiche del drago) dando già la resa dei volumi che ci farà da guida per il successivo step. Il tutto realizzato con una matita della categoria H, o HB se preferite, così da poter correggere eventuali errori senza rovinare il disegno.
  3. A questo punto si possono impiegare le matite B, dal numero più basso al più alto, per ripassare i punti forti del disegno come occhi, naso, fauci e parti in ombra. Vedrete che da subito il soggetto “salterà fuori” dal foglio. Evitate di ripassare i contorni del disegno preparatorio, darebbe un effetto poco realistico e antiestetico.
  4. Procedete come sopra su tutto il resto della figura, stando sempre attenti alle sbavature classiche delle B (qui ho usato la B, 2B, 3B, 4B e 5B). State attenti a non lavorare con la luce artificiale perpendicolare al foglio perché la grafite di tipo B ha il difetto di “specchiare” il bagliore per via della sua coprenza e alta capacità riflettente, diventando quasi bianca e invisibile sulla carta. E’ davvero difficile lavorare in queste condizioni.

foglio copia Da tenere presente che se siete destrorsi è saggio proseguire dall’angolo in alto a sinistra del foglio fino all’angolo in basso a destra, viceversa per i mancini, proprio per evitare di passare con la mano sopra il disegno, rischiando di macchiare. Un ultimo consiglio per evitare le sbavature: è buona norma tenere sotto la mano un foglio di carta pulita, anche piccolo, in modo tale che la pelle non vada a diretto contatto con la grafite tenera. All’inizio vi sembrerà strano e forse vi darà anche fastidio ma ci farete presto l’abitudine, perchè vi accorgerete che questo trucchetto vi risparmierà molti fastidi tipici del lavoro con la matita. Ricordatevi di cambiare il foglio ogni qualvolta si sarà sporcato.

Quando usarle :

Le matite sono un valido aiuto per per realizzare i disegni preparatori di tutte le tecniche esecutive, sia su carta che su tela. Per cui qualsiasi sia la tecnica che preferite non scordatevi di tenere una matita H o HB nel vostro astuccio per catturare con efficienza l’immagine che volete esprimere al mondo (specialmente se copiate dal vero). Grazie alla vasta scelta esistente sul mercato le matite possono fornire numerose prestazioni e sono l’ideale per dar vita a disegni molto dettagliati, persino iper-realisti per i più audaci. Resta innegabile il fascino senza tempo di un bel ritratto a chiaroscuro in grafite. Una volta ultimato il lavoro è consigliabile imprimere la grafite sul foglio con un fissativo a spray (per i dettagli rimando all’articolo Le gomme) o se preferite evitarlo conservate il disegno in un raccoglitore con le apposite buste di plastica. Se ne trovano in commercio di varie misure. La tecnica a grafite è compatibile con quella del carboncino, più sfumabile e acquerellabile, ma in una cartoleria ben fornita potrete trovare anche le grafiti acquerellabili la cui mina si stempera in toni lievi e suggestivi con l’aggiunta di acqua.

Che supporto usare :

Con la matita è quasi impossibile disegnare su supporti lisci come vetro, laminati ecc. La superficie più idonea per disegnare è la carta ma anche cartoncini colorati e non (chiari altrimenti il disegno non sarà visibile) o anche tele con trama molto fine. Dovete sapere che ogni tipo di carta ha le sue caratteristiche e queste influenzeranno la riuscita del disegno, specialmente con un ritratto.

La scelta dipende dai risultati che si vogliono ottenere. La carta liscia è ottima per risaltare le linee pulite e nette del soggetto, come nel caso dello stile realista ed iperrealista, mentre per il carboncino esistono delle qualità di carta ruvida la cui grana si presta alle sue sfumature e ne assorbe meglio il particellato.

La differenza tra i due supporti consiste nel tipo di pressatura impiegata nella loro realizzazione, cioè con la pressatura a caldo o a freddo.
La carta pressata a freddo ha una superficie semiruvida (o fine), mentre quella pressata a caldo risulta estremamente liscia (satinata). Inoltre è possibile trovare sul mercato fogli di carta di diverse grammature che ne indica il peso specifico (da 220g a 400g). Più è alta la grammatura e più la carta sarà spessa e resistente.

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