Arte di Kia

Strumenti del mestiere: Le Gomme

Posted by on Mag 10 2005, in Tips & Tricks

Alleate indispensabili per disegnare, le gomme vengono troppo spesso date per scontato e sottovalutate nonostante il loro grande potenziale. Qui di seguito illustrerò le peculiarità delle diverse tipologie di gomme esistenti e su come sia possibile creare degli effetti di luce cancellando.

Le Gomme :

Pochi sanno che esistono diverse varietà di gomme in vendita a partire dalla gomma classica i cui angoli, se ben pulita, possono cancellare delle linee sottili oltre a vaste aree del disegno se necessario. Meglio ancora la gomma-matita la quale, come suggerisce il nome, è simile alla matita avendo la gomma al posto della mina. E’ l’ideale per modificare piccoli dettagli senza rovinare il resto dell’opera e per di più può essere temperata col temperino come una classica matita una volta consumata la punta. La si può trovare in commercio anche con un piccolo pennello piatto all’estremità, pensato per rimuovere delicatamente i residui di gomma lasciati dall’azione abrasiva sul foglio. Molto simile alla gomma-matita è il portagomma (in sostanza una porta mina con una lunga gomma cilindrica al posto della grafite) ha la stessa funzione della gomma-matita ma pecca in fatto di precisione in quanto non possiede la stessa punta della “sorella”, a meno che non la si modifichi con un taglierino. Nonostante ciò la sottoscritta l’ha usata per molti anni trovandosi comunque bene. Ricordatevi di non calcare troppo quando cancellate per non creare abrasioni sul foglio!

colpi 2La “regina” delle gomme è senz’altro la gomma-pane. Ne esistono di diversa consistenza e colore ma più o meno tutte hanno il vantaggio di poter cambiare forma. Si si, avete capito bene: la gomma-pane cambia forma! 
Basta scaldarla tra le mani e questa può essere modellata come se fosse fatta di pongo! Oltre a ciò è molto comoda grazie alla sua versatilità: se ne può “staccare” una piccola porzione per rimuovere la grafite in spazi minuscoli modellandola a forma di cono con una punta piccolissima. Può asportare l’eccesso di grafite (ma anche di carboncino e di creta) soltanto picchiettando sulla carta per “prelevare” il materiale indesiderato e senza alterare in alcun modo il disegno, ottenendo così un abbassamento dei toni senza perdere l’effetto tridimensionale. Un’altra qualità di questa gomma è la sua capacità di recuperare quasi totalmente il bianco della carta sotto lo strato di grafite, cosa non ottenibile con una gomma classica. E’ per questo che la gomma-pane viene impiegata per dare anche i colpi di luce all’opera; con essa è possibile disegnare cancellando!

Per ultima ma solo per una questione di anagrafe, è la gomma elettrica. A sentirne il nome sembra che si stia parlando di un oggetto fantascientifico e “pericoloso” ma in realtà è un prodotto innovativo nel settore della cartoleria e per i disegni tecnici in particolare. Versatile anche per i lavori artistici la gomma elettrica altro non è che una parente della portagomma, molto più grande, dotata di un congegno a pile che rende la punta di gomma “vibrante”, cioè capace di ruotare su se stessa ad alta velocità. Dotata di un pulsante di accensione-spegnimento, la gomma elettrica è ottima per cancellare con rapidità e precisione recuperando per davvero il bianco immacolato del foglio anche se coperto da strati e strati di colore. Che dire, è spettacolare! Solitamente viene venduta accompagnata da un set di punte di gomma di ricambio.

Un ultimo consiglio utile è quello di tenere tutte le gomme separate dalle mine (specialmente la gomma-pane) per evitare che si sporchino prima del tempo.

 Strumenti ausiliari :

Mi permetto di usare questo spazio per parlare di quegli strumenti che si potrebbero definire, anche se impropriamente, “accessori” ma senza i quali non sarebbe possibile disegnare al meglio.

lb-sfumino-4-9-mmUno di questi l’ho già accennato nell’articolo Le Matite ed è lo sfumino: altro non è che carta compressa in una forma cilindrica a punta conica alle due estremità. Come lascia intuire il nome, questo strumento è utilissimo per realizzare sfumature delicate con la grafite, dando dei risultati sorprendenti. Ne esistono di varie dimensioni in commercio, dai più piccoli ai più grandi e per mantenere la punta “a dovere” dovrete armarvi di un trinchetto, o di un taglierino. Sembra complicato ma non è così, è come se doveste fare la punta ad un bastoncino.

 

Un altro strumento che vi consiglio di usare per le sfumature è un po’ insolito…o per lo meno quasi nessuno lo vedrebbe sotto questa luce: è il pennello usato a secco. Più precisamente più di uno, quali i pennelli a punta fine “0” e “1” (per i dettagli) e i pennelli piatti numero “8” e “12” (per le aree più grandi) ma potete usare quelli che sono più congeniali al vostro disegno. Ho scoperto da poco questo uso alternativo dei pennelli ma, credetemi, sono davvero efficaci per trasportare sul foglio la polvere di grafite tenera per ottenere il chiaroscuro. Provateci!

 

pennello a secco e grafite

 

fissativo

Un altro alleato importane è il fissativo. Non è obbligatorio il suo impiego ma è consigliabile specialmente sui lavori realizzati con materiali “polverosi” quali la grafite, il carboncino e la creta. Per proteggere i nostri disegni dalla luce e dagli agenti atmosferici le aziende specializzate hanno messo a punto degli spray adatti allo scopo.

All’acquisto assicuratevi comunque che il fissativo spray garantisca una protezione contro i raggi UV, particolarmente dannosi per la conservazione del vostro disegno. Tra i tanti fissativi presenti sul mercato troverete quelli specifici per i pastelli, carboncino e matita; alcuni per dipinti a tempera o acquerello oppure per quadri ad olio o realizzati con gli acrilici (in versione lucida o opaca se volete i colori più o meno brillanti). Non spaventatevi se i vostri disegni a matita vi sembreranno diversi una volta trattati, perché il fissativo può ridurre il lucido della grafite grazie a speciali agenti opacizzanti contenuti al suo interno.

Come si usa :

Anche se relativamente semplice, l’uso del fissativo può spaventare chi lo applica la prima volta. Ecco qui delle dritte per non sbagliare:

  1. I fissativi spray si assomigliano ma non tutti hanno la stessa modalità di applicazione. Leggete sempre le indicazioni sulla confezione ma generalmente è necessario agitare bene la bombola e vi suggerisco di provare a spruzzare prima nell’aria, o su di un foglio “di brutta” per fare alcune prove. Infatti l’erogatore tende a rilasciare gocce più grosse se non è perfettamente pulito.
  2. Mettete il disegno su di un piano orizzontale o leggermente inclinato (va bene anche per terra ma mettete della carta di giornale tra il pavimento e il disegno) magari indossate una mascherina antipolvere se l’odore dello spray fosse troppo penetrante. Comunque è saggio eseguire quest’operazione all’aperto o in una stanza ben arieggiata.
  3. Per evitare l’inconveniente sopracitato nel punto 1, agitate bene la bombola e spruzzate con rapidi passaggi orizzontali avanti e indietro sul foglio. Mi raccomando, mantenete una distanza di almeno 30 cm dal disegno per evitare di “bagnare” letteralmente la carta ottenendo uno sgradevole effetto lucido.
  4. Lasciate asciugare per alcuni minuti la prima mano di fissativo, dopodiché si può procedere con una seconda applicazione per assicurarsi una protezione ottimale.
  5. Nonostante il fissativo crei una pellicola protettiva, vi consiglio di non toccare mai con le dita le aree disegnate, ma prendete il foglio lungo i bordi. Il rischio di macchiare e di lasciare delle impronte è sempre dietro l’angolo!

Una volta finito, capovolgete la bomboletta e spruzzate nel vuoto fino a quando dalla bombola non esce solo il gas. Questo vi permetterà di mantenere l’ugello di erogazione pulito e pronto all’uso. Ricordatevi che una volta fissato non si potrà più apportare modifiche al disegno. Quindi prima di applicare il fissativo, siate sicuri al 100% di aver veramente ultimato il vostro lavoro. La cosa importante è di spargere in maniera uniforme lo spray sul lavoro, specialmente nei punti dove c’è molta più materia. State attenti a non spruzzarne troppo fissativo per non correre il rischio di formare delle macchie di spray indelebili. Quindi mai eccedere col fissativo!

Oltre al classico temperino, o temperamatite (che deve essere di buona qualità, delle dimensioni giuste delle vostre matite per non “spaccare” le mine o frantumare il rivestimento in legno delle matite) esiste un altro strumento poco noto ma utile per rifare le punte alle matite o alle portamine: è la cartavetrata. La si può comprare già confezionata in un blocchetto ed è comoda perché permette di realizzare delle punte davvero “aguzze”. E’ semplice, basta sfregare la mina sulla cartavetrata con un’angolazione di circa 45°. Se non trovate il blocchetto potrete ricavarne uno “fai-da-te” ritagliando un rettangolo di cartavetrata e incollandolo su di un cartoncino spesso 5 mm (per poterlo afferrare senza graffiarvi). Io ne ho fatto uno così e se userete questo sistema ricordatevi di tenere il blocchetto personale all’interno di una busta di plastica, sia per motivi di sicurezza sia per evitare che i residui di grafite temperata sporchino il vostro astuccio. Il trinchetto è molto utile non solo per mantenere appuntiti gli sfumini ma anche per rifare le punte e gli spigoli ai carboncini e ai quadretti delle crete. Potreste usarli anche per rifare gli angoli alle gomme e per temperare la matite stesse ottenendo delle mine sorprendentemente appuntite.

allungalapis

Un altro oggetto ausiliare che mi sento di consigliare è l’allunga-lapis, un nome altisonante per indicare un piccolo cilindro cavo di metallo pensato per usare fino in fondo le matite troppo consumate dal temperino. Come suggerisce il nome allunga le vostre matite e il loro “tempo vita”: inserendole all’interno del cilindretto sarà di nuovo possibile impugnarle usando così tutto il potenziale della mina.

 

 

 

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